- Glória a vós, Senhor.




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In questo brano del Vangelo di Matteo, Gesù è di nuovo tra i farisei. Questo perché avendo saputo che i sadducei non erano riusciti a farlo cadere in contraddizione (cf. Mt 22,23-33), avevano voluto ancora una volta metterlo alla prova. Di certo, erano ammirati dal fatto che un uomo di semplici origini potesse dimostrare tanta saggezza. Questo, però, ci fa vedere che erano ancora lontani dall'accettarlo come Dio e Signore della vita.
Questa volta, uno dei dottori della legge chiede a Gesù quale sarebbe il più grande di tutti i comandamenti. È interessante notare che la questione proveniva da qualcuno che conosceva veramente le Scritture e sapeva molte delle prescrizioni contenute non solo nella Torah, ma in tutta la tradizione orale d'Israele, di cui i farisei sono stati grandi sostenitori. Era quindi una domanda difficile da rispondere. Ma la bellezza della risposta del Signore non è esattamente la conoscenza che egli mostra di avere delle sacre scritture. In effetti, il precetto dell'amore verso Dio lo troviamo in Dt 6,5 e quello dell'amore verso il prossimo in Lv 19,18, due dei libri che compongono la Torah ebraica. L'innovazione che troviamo nella risposta di Gesù è la maniera in cui egli articola questi due principi in modo che riassumino ciò che la legge vuole esprimere.
"Tutta la Legge ed i Profeti dipendono da questi due comandamenti" (Mt 22,40). Dobbiamo, prima di tutto, capire che la parola di Dio è un segno del suo amore per tutti noi. Proprio perché Dio ci ama che vuole parlare con noi! Dunque, non ha nessun senso osservare ciò che Dio ci dice di fare se non come un modo amorevole per rispondere al suo amore. Non è vero che "l'amore si può ripagare solo con l'amore"? Perciò, il primo e più grande comandamento della legge è questo: "Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore e con tutta la tua anima e con tutta la tua mente" (Mt 22,37) In sintesi, la legge esiste per renderci ancora più capaci d'amare Dio!
Ma non solo! L'amore di Dio è per tutti. In effetti, egli parla a tutti gli esseri umani. Siamo invitati da Dio a riconoscere nella vita di ognuno il suo amore. In altre parole, possiamo dire che siamo chiamati ad amare chi il nostro Amato ama. È l'amore di Dio che dona valore a ciò che siamo. Noi, tu ed io, siamo preziosi giustamente perché amati da Dio. Amare il prossimo è riconoscere ciò!
E qui troviamo il centro degli insegnamenti di Gesù. Ma capire queste cose richiede una profonda conversione, la quale è una decisione personale del cuore verso l'amore. Abbiamo bisogno di decidere basandoci sull'amore. Solo allora raggiungeremo il centro di tutta la legge. La strada, di sicuro, non è facile, ma dobbiamo, prima di tutto, deciderci di farla. Il ho deciso. E voi? Possa lo Spirito d'Amore confermare la nostra decisione, la tua e la mia!
Palácio do Governo
Troca da Guarda em frente ao Palácio
Soldado ateniense (detalhe)
Centro de Atenas (detalhe)
Estádio Olímpico Panathinaikon: a versão moderna do estádio de Panathinaikon está construída exatamente no lugar original onde ele foi erguido pela primeira vez (século VI a.C.). O lugar foi palco de vários eventos esportivos da história.
Zappion, Casa de Espetáculos de Atenas
Estádio Olímpico de Atenas, onde foram realizadas as Olímpiadas de 2004
Estádio Olímpico de Atenas (Detalhe)
Visão panorâmica da região próxima à cidade de Delphos
Monte próximo às ruínas da antiga cidade
À entrada do sítio arqueológico, o visitante pode conhecer um grande museu onde estão expostos diversos objetos encontrados nos trabalhos arqueológicos na região. (dois exemplares, nas fotos acima e abaixo)
Entrada das ruínas
Vista panorâmica
Vista panorâmica
Vista panorâmica
Entrada do Templo dedicado a Apolo
O teatro da cidade de Delphos
Estádio olímpico de Delphos que se encontra no ponto mais alto de toda a montanha. Das arquibancadas se tem uma visão privilegiada de toda a região.
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Questa Domenica, Gesù si trova coinvolto in una discussione tra i farisei e i sostenitori di Erode. Per comprendere il significato della risposta che il Signore dà alla domanda che i rappresentanti di questi gruppi hanno fatto, abbiamo bisogno di capire chi erano queste persone.
I farisei erano ebrei che avevano cercato di vivere la purezza del culto a Dio attraverso la rigorosa osservanza della Torah (legge scritta) e di numerose disposizioni legislative raccolte dalla tradizione orale di Israele. Tra questi, vi erano coloro che erano conosciuti con il nome di Zeloti; questi credevano che la conformità alla legge di Dio chiedeva una lotta politica al fine di rendere Israele una nazione libera. Per questo, facevano una forte opposizione alla dominazione romana della Palestina che era considerata da loro come una punizione di Dio. Invece, i sostenitori di Erode erano favorevoli alla politica della dominazione romana.
Quando inviarono alcuni dei loro discepoli (zeloti) insieme ad alcuni dei rappresentanti di Erode, i farisei volevano mettere Gesù in una situazione che lo costringesse a "prendere le parti" di una delle due fazioni, il che avrebbe giustificato dall'altra parte il motivo sufficiente per perseguitarlo. È in tale contesto che si pone la questione: "E' lecito o no pagare l'imposta a Cesare?"
Conoscendo il loro cuore, Gesù non risponde alla domanda che fanno, almeno non in modo diretto. In realtà, il messaggio del Vangelo di oggi e, quindi, il centro della risposta di Gesù, sta nel brano: "dare a Dio quello che è di Dio". Dicendo così, Gesù lascia che siano loro a trovare la risposta alla domanda, perché una volta che si conosce il Signore certamente si sa distinguere ciò che è giusto. E', infatti, sulla base dei criteri del Vangelo che dobbiamo giudicare le cose di questo mondo.